Erogazione dei servizi

Le attività di erogazione dei servizi sono svolte in condizioni controllate, tramite la disponibilità di informazioni che descrivono le caratteristiche del servizio, compresi mission e regolamenti interni; la disponibilità di procedure e di istruzioni di lavoro, dove necessarie; l’utilizzazione di apparecchiature idonee; l’attuazione di attività di monitoraggio e di misurazione.
Il responsabile dell’accoglienza della Comunità opera in stretta collaborazione con le figure professionali referenti dei Ser.T. (che rimangono, per tutto il tempo di permanenza in Comunità del soggetto accolto, interlocutori e referenti privilegiati), richiedendo le informazioni del caso, quali anamnesi personale, relazioni psico-sociali e diagnosi.
Per tutto il periodo di permanenza in comunità di un ospite, gli educatori provvedono sistematicamente alla registrazione dei fatti più significativi sul “Diario delle osservazioni”.
All’ingresso in Comunità l’utente viene preso in carico dagli educatori che, attraverso alcuni colloqui, raccolgono i dati essenziali, ricostruiscono le vicende, tengono monitorati i primi periodi di residenza, accompagnano l’ospite; obiettivo di questi colloqui è l’acquisizione di una conoscenza della persona che consenta un’analisi dei bisogni e la costruzione  di un progetto individuale, l’accompagnamento alla vita in comunità ed al raggiungimento di una motivazione al programma.
Concluso il modulo di “Osservazione”, l’équipe, in collaborazione con  il Ser.T. inviante e gli altri soggetti eventualmente coinvolti nella gestione del caso, definisce un progetto educativo individuale (PEI) finalizzato alla cura, recupero e reintegrazione sociale dell’utente, rispondendo alle sue esigenze soggettive e potenziando le risorse personali di cui è dotato e lo avvia al modulo “Comunità terapeutica”.
Quando l’équipe degli educatori valuta che l’utente abbia portato a termine il  progetto educativo previsto per la fase “Comunità Terapeutica”, in accordo con il Ser.T definisce nuovi obiettivi, revisionando il PEI, e decide il suo passaggio al modulo della Comunità di reinserimento: l’utente viene quindi preso in carico da parte degli educatori della seconda fase ed ammesso alla gestione di tutti gli spazi terapeutici educativi previsti.
La seconda fase rappresenta il proseguimento del progetto educativo iniziato con la prima fase della comunità terapeutica, di cui mantiene lo spirito ed i valori.
In questa fase viene chiesto agli ospiti di individuare e frequentare gruppi o associazioni operanti sul territorio che rispondano ai loro interessi e all’esigenza di creare nuove relazioni. Anche questa esperienza, che rappresenta l’opportunità di utilizzare in maniera attiva e diversa il proprio tempo libero, viene periodicamente verificata.
Ogni settimana l’équipe degli educatori si riunisce per una verifica dei vari progetti individuali, per affrontare le problematiche che si sono presentate; per definire o ridefinire le modalità di intervento, gli obiettivi personali ed il PEI; per programmare l’avvio alla Comunità terapeutica, il passaggio alla Comunità di reinserimento, l’uscita dalla Comunità; per valutare i singoli percorsi terapeutici nella loro globalità e l’efficacia delle azioni terapeutiche.

 

Il Calabrone identifica tre diverse tipologie di uscita dalla Comunità

1.Dimissioni

 uscita dalla comunità per conclusione del programma terapeutico o per conclusione anticipata, ma concordata e gestita congiuntamente dall’équipe degli educatori e dall’utente.

2.Allontanamento

interruzione anticipata del programma terapeutico decisa dall’équipe, senza la possibilità di una conclusione concordata e gestita congiuntamente dall’équipe degli educatori e dall’utente.

3.Abbandono

interruzione anticipata del programma terapeutico da parte dell’utente, senza che vi sia la possibilità di una conclusione concordata e gestita congiuntamente dall’équipe degli educatori e dall’utente stesso..