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Il 2019 inizia con una cena gitana

Cen’è per Tutti, è una di quelle iniziative dell’Associazione Amici del Calabrone che trova le sue radici nelle decisioni più spontanee, quando ti dici: che possiamo fare di concreto per aiutarlo? Lui è (anche se ci ha lasciati proprio pochi mesi fa) un uomo semplice, un cuoco che ha un sogno da realizzare: andare a Londra e provare a dimostrare le sue capacità di chef, provare a riscattarsi dopo aver perso il lavoro. Ma le possibilità non ci sono, i soldi son pochi per tutto, ed è lì che un gruppo di persone gli propone di fare una cena per 100- 150 persone e raccogliere per lui quanto gli serve. Lui andrà a Londra e tornerà a Brescia, ma nel frattempo l’idea iniziale prende forma, e con lei anche innumerevoli serate culinarie il cui scopo è proprio quello di aiutare la persona in difficoltà proponendogli di cucinare.

Un’idea semplice ma efficace, così sono curiosa di saperne di più ed incontro Maria l’organizzatrice. Mi dice che il progetto è nato tra i volontari dell’emergenza freddo allertati dal crescente disagio sociale, dove l’idea principe è quella di poter “scambiare” delle opportunità, passando dal riconoscimento del valore della persona, nel dare loro l’occasione di far emergere i propri talenti. Non si tratta di assistenzialismo, è molto di più: è ridare dignità, senza carità. Fa crescere le comunità stesse che accolgono, arricchendole di opportunità di relazioni nuove. Di serate se ne son fatte moltissime da tre anni a questa parte, molte multietniche e sempre in posti differenti, spesso dove la Parrocchia capisce il significato profondo dell’iniziativa.

Così mentre Maria mi racconta, penso a quante volte mi è capitato di sentire di cene africane o indiane a Brescia e di come me le son perse. Mi dico, eppure se avessi anche solo saputo il perché di queste cene, quanti amici avrei potuto coinvolgere? A volte il sostegno alla persona passa da cose semplici, anche se una cena per così tanti commensali tanto banale non è, poiché richiede amici pronti non solo a venire a cena, ma qualcuno pronto anche a preparare la tavola, come in una grande famiglia. Quindi non mi resta che darvi la data della prima serata del 2019, il 19 di gennaio presso l’Oratorio di Via San Bartolomeo a Brescia, dove ancora una volta la condivisione di un disagio ha il volto delle cose umane.

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